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Estate nel bicchiere

I trend attuali nel mondo dei cocktail e delle bevande mettono in evidenza un profondo desiderio di freschezza e convivialità. c'è una ricerca costante di equilibrio tra un gusto appagante, l'attenzione al benessere e una spinta continua verso l'innovazione.

 

Antonio Chiodi Latini

Ritorno dei classici rivisitati, trionfo dei sapori esotici e fusion, attenzione a ingredienti sostenibili e locali. La drink list della stagione estiva offre questo allettante e rinfrescante mix con un occhio alla gradazione alcolica, all’originalità della preparazione e della presentazione. Il mondo della mixology, infatti, è in continua evoluzione sulla spinta delle tendenze di consumo e delle abitudini del fuori casa.

 

SOCIALITÀ PIÙ SEMPLICE

Il bere accompagna da sempre la convivialità. In questo periodo dove la frenesia degli impegni e il peso dell’iperconnessione lasciano meno spazio a momenti di ritrovo, emerge secondo uno studio promosso da Bibite Sanpellegrino un bisogno crescente di tornare a forme sociali più intime e quotidiane. Gli aperitivi e i pasti condivisi sono tra i momenti più apprezzati, spesso vissuti fuori casa, nei bar e nei ristoranti o in spazi aperti come parchi e piazze, soprattutto di sera o a fine giornata lavorativa. Con la bella stagione l’Italian Togetherness, cioè la riscoperta del piacere dello stare insieme attraverso piccoli rituali, è più sentito.

Sorseggiare una bevanda rientra tra i rituali della socialità. I classici non tramontano, ma rinnovano la ricetta con un nuovo twist. Inserire un ingrediente inaspettato o utilizzare una tecnica con temporanea dà il tocco della novità. Ad esempio, “profumare” con note floreali il Negroni impiegando un vermouth alla camomilla; rendere piccante il Margarita con l’aggiunta di peperoncino in polvere nello shaker e nel sale per decorare il bicchiere; variare il Mojito con erbe aromatiche meno comuni della menta come la verbena o la melissa. Così l’uso delle tecniche di chiarificazione e affumicatura e delle infusioni rapide permette di creare texture e profumi sorprendenti in un Martini o in un Daiquiri.

Le tradizioni culinarie di altri Paesi sono entrate ormai a pieno diritto nel mondo della mixology. Spezie e ingredienti fermentati, quali kombucha e kefir, sono utilizzati per realizzare long drink e bevande analcoliche dai sapori esotici e fusion. Oggi è di moda creare abbinamenti tra mango, guava, passion fruit e spezie, quali cardamomo, cannella, noce moscata, zenzero, per attenuare un gusto pungente o per vivacizzare un gusto dolce. Continua, inoltre, la sperimentazione di cocktail a base di tè, in particolare matcha, che dona una sensazione rinfrescante ed energizzante, e a base di sake che si accompagna bene con liquori e succhi di frutta.

Mio Lab Cocktail Bar

TANTE VERSIONI

Simbolo dell’aperitivo italiano, lo Spritz piace per l’effervescente mix di Aperol, Prosecco e soda. Mio Lab Cocktail Bar del Park Hyatt Milano ha lanciato il concept dello Spritz “ready to go” con un packaging ad hoc per il consumo da strada e con una versione rivisitata utilizzando un Bitter artigianale creato in house. Piacciono sempre più anche le varianti con altri amari come Campari, Limoncello, Cynar. Per l’estate è ideale lo Hugo con lo sciroppo di fiori di sambuco che dona una leggera dolcezza, mentre alternativo è lo Spritz Bianco con liquori chiari come il St-Germain oppure il Lillet Blanc.

PAIRING VEGETALE

Antonio Chiodi Latini, cuoco dell’omonimo ristorante a Torino, ha lanciato il progetto “L’Orto da Bere” basato sulla trasformazione della materia prima vegetale in forma liquida per degustare in maniera differente i suoi piatti. Alla base di questo pairing analcolico ci sono alcune pseudo fermentazioni autoprodotte che trasformano magnolia, topinambur, pastinaca in bevande che accompagnano il cibo.

La ricerca degli ingredienti si sposa con la sostenibilità e la filosofia del km zero. I bartender sono sempre più attenti a scegliere erbe spontanee, fiori eduli e frutta di stagione per offrire cocktail innovativi e rispettosi dell’ambiente, così come liquori e distillati prodotti localmente che raccontano la storia del territorio. Non è raro il ricorso a sciroppi e infusi fatti in casa con prodotti stagionali che soddisfano anche la richiesta di alternative a basso contenuto alcolico o completamente analcoliche.

IN ASCESA

Le bevande no e low alcol rappresentano un comparto di nicchia, ma con un forte potenziale di sviluppo. In Unione europea, secondo i dati Areté, il mercato è passato da 7,5 a 9 miliardi di euro tra il 2021 e il 2023 (+17,3%) con la birra in testa a trainare la crescita. Sono soprattutto Millennials e Generazione X a preferirle
per motivi di salute e di sicurezza stradale. Questa tendenza sta spingendo a sperimentare vini, spirits, birre dealcolati o con poco alcol per offrire pro dotti più leggeri, ma ugualmente appaganti.

Ritzenhoff

La fantasia dei bartender si manifesta anche nella presentazione dei drink. Le classiche fettine di agrumi lasciano il posto a guarnizioni commestibili più elaborate come chips di riso o di verdure disidratate, spume aromatiche, piccole creazioni di frutta fresca. L’uso di cubetti di ghiaccio realizzati con infusi di fiori eduli o di erbe aromatiche, che sciogliendosi rilasciano i sapori gradualmente, aggiunge un ulteriore fattore di sorpresa a una presentazione accattivante.

A cura di Federica Serva

 

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