Sale la temperatura d’estate e sale il consumo di bevande. Al bancone del bar, però, la domanda sta cambiando. Più di un cliente su tre desidera prodotti light e senza zucchero, rapporto che diventa uno su due nel caso della Gen Z. La volontà di limitare gli zuccheri (56 per cento) è tra i principali motivi, al punto che la versione “sugar free” è considerata per molti una caratteristica indispensabile nella scelta delle bibite analcoliche. Questa evoluzione è fotografata dall’indagine di AstraRicerche per Assobibe, associazione delle imprese che producono e vendono bevande analcoliche in Italia.

CAMBIO DI RUOLO
Tra i mega trend del fuori casa a livello internazionale, la “liquid revolution” secondo Circana interesserà anche il nostro Paese. Il beverage sta passando da accompagnamento a protagonista nelle esperienze di consumo grazie a bevande analcoliche rinfrescanti con benefici funzionali, come presenza di magnesio o zinco, oppure proprietà legate all’energia, alla concentrazione e al benessere. Il cambiamento è in sintonia con l’importanza assunta dalle motivazioni di salute e stile di vita, che privilegiano quel tipo di bevande così come caffè premium, kombucha, vini dealcolati.
Anche il consumo di prodotti della tradizione, quali limonata, chinotto e gassosa, è giustificato non solo dalle consuete caratteristiche di gusto e freschezza ma, sempre più, anche dalla ricerca di equilibrio alimentare. Per 7 italiani su 10 possono essere integrati in uno stile di vita sano. Negli anni, infatti, è aumentata la consapevolezza che porta a un consumo moderato, alla ricerca di proposte con meno zuccheri e alla lettura delle informazioni nutrizionali.

Verso il futuro
“Gli italiani – sostiene Giangiacomo Pierini, Presidente Assobibe – continuano a ricercare il gusto, ma mostrano una crescente apertura verso l’innovazione”. Tradizione e Made in Italy, rappresentate da cole, aranciate, tè freddi, restano valori fondamentali, ma le scelte sono oggi guidate dalla crescente attenzione a equilibrio e composizione dei prodotti. “Un’evoluzione – continua Pierini – che il comparto ha saputo anticipare, come dimostra la riduzione del 41 per cento degli zuccheri immessi in consumo e l’ampliamento costante dell’offerta “zero”, destinata a trainare l’innovazione futura che comprende anche bevande funzionali e arricchite con minerali e vitamine”.
Non sono tramontati, tuttavia, alcuni pregiudizi quali la sovrastima dell’impatto calorico quotidiano delle bevande, ritenuto tra il 5 e il 10 per cento, o la supposizione che le versioni “zero” contengano zuccheri o calorie. Per contrastarli è necessaria un’informazione mirata, che per il settore delle bevande analcoliche costituisce da tempo una sfida e una priorità.

Sorseggiare una bibita, un succo di frutta o un aperitivo conserva intatto il suo fascino poiché rimanda soprattutto all’estate e alle vacanze, ai momenti spensierati con gli amici e ai piccoli piaceri quotidiani. Forse, però, è il dato più personale a raccontare meglio di tutti la profondità del rapporto degli italiani con le bevande. Per oltre uno su due, infatti, sono legate ai ricordi d’infanzia con cole e aranciate in testa nelle preferenze.
A cura di Maria Meneghetti









