Ha assaporato con curiosità ogni aspetto della vita, dalla scrittura ai viaggi, dagli amori all’arredo, dalla cura per le piante alla cucina. Agatha Christie coltivava tante passioni che copriva intenzionalmente con un velo di riservatezza. Ripeteva che nessuno è mai veramente ciò che sembra e che gli esseri umani nascondono qualcosa da svelare con astuzia e ingegno, come succede nei misteriosi delitti, all’apparenza inspiegabili, di cui narra nei suoi gialli.
Per celare il suo vero io si mostrava come una persona comune senza grandi velleità; invece, fu una donna d’avanguardia. Guidò quando ancora era tabù, fece surf alle Hawaii negli anni ’20, viaggiò sola per il mondo. Di lei abbiamo un fedele ritratto nelle pagine della sua autobiografia “La mia vita”, in cui il lettore ha l’impressione di sedersi a un tavolo con la scrittrice, nell’atmosfera suggestiva di una cucina inglese, sorseggiando un tè bollente e ascoltando la narrazione degli episodi salienti della sua esistenza.
Era una buongustaia e amava il bello. Nei suoi romanzi spesso vengono citati cibi, semplici o elaborati, a completamento della descrizione degli ambienti e delle emozioni vissute dai personaggi intorno alla tavola. Ricco di dettagli è il famoso racconto di una cena speciale, quella di Natale, in Inghilterra con commensali seduti da mezzogiorno a mezzanotte a gustare dozzine di piatti e dolci tra cui tacchino e tanto altro fino a concludere il pasto con il tradizionale Christmas pudding.

Aveva una passione speciale per i Rock cakes, fragranti biscotti che imparò a preparare grazie a Jane, la cuoca della sua infanzia. “L’ora del tè in cucina era spesso un avvenimento sociale… dai forni uscivano interi vassoi di biscottini pieni zeppi di uvetta, sottili e croccanti” si legge nella biografia. Nelle stesse pagine l’autrice descrive altri momenti a lei molto cari “Alle undici arrivava una deliziosa cioccolata calda… corredata da un piatto di biscotti e focaccine o, a volte, di dolcini caldi ripieni di marmellata” a dimostrazione che il cibo aveva per lei un ruolo rilevante ed emotivamente importante.
RICETTA – ROCK CAKES
( QUANTITÀ PER CIRCA 24 BISCOTTI DI 4-5 CM DI DIAMETRO)
- 350 g di farina 00
- 2 cucchiaini di lievito
- 175 g di burro
- 175 g di zucchero di canna
- 75 g di uvetta
- 25 g di scorza di arancia
- 1 uovo
- 1 o 2 cucchiai di latte
- misto di spezie q.b.
- noce moscata q.b.
- un pizzico di sale
Setacciare la farina, il sale, il lievito, lo zucchero e le spezie. Mescolare le polveri, unire il burro a dadini. Amalgamare energicamente, sabbiando il composto che deve risultare grossolano. Unire l’uvetta e, infine, l’uovo leggermente sbattuto. Mescolare e compattare rapidamente. Prelevare l’impasto in dosi regolari, disporlo sulla teglia rivestita con carta da forno dando a ognuno una forma tondeggiante e leggermente schiacciata. Infornare e cuocere a 180°C per circa 20 minuti.

TANTI LIBRI, TANTI PERSONAGGI
Agatha Mary Clarissa Miller, in arte Agatha Christie dal cognome del marito, nasce il 15 settembre 1890 nella stazione balneare di Torquay nel Devonshire, sulla costa meridionale dell’Inghilterra. I suoi lavori, oltre ottanta tra romanzi, raccolte di racconti e opere teatrali, sono stati tradotti in più di cento lingue. Ancora oggi continuano a essere apprezzati per la loro capacità di intrattenere e sfidare il lettore, grazie a trame ingegnose e personaggi carismatici come Hercule Poirot e Miss Marple.
Il cibo è un elemento predominante nella vita privata della scrittrice inglese, ma anche nei suoi scritti. Alimenti e bevande, infatti, diventano un’arma misteriosa più efficace di una comune arma da fuoco; per esempio nel romanzo “Giorno dei morti” la protagonista Rosemary Barton muore avvelenata dal cianuro messo in una coppa di champagne, modalità che confonde le acque e fa pensare erroneamente a un suicidio anziché a un omicidio.

L’arma del delitto, dunque, può essere un dolce squisito come la “Delizia mortale” in “Un delitto avrà luogo”. Qui la signorina Blacklock chiede alla cuoca Mitzi di preparare per il compleanno della cara amica Dora una torta al cioccolato fondente talmente buona da poter addirittura morire per assaggiarla…









